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TURISMO

Informazioni culturali del territorio


 
LA MEMORIA DELLA LINEA GUSTAV SUL TERRITORIO
 
Categoria: Beni culturali immateriali » La Memoria

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Castelforte

La Battaglia di Castelforte

3200.jpgIl Comune di Castelforte sorge presso l'ultima diramazione dei Monti Aurunci e il suo centro storico si trova su un'altura collinare che domina tutta la valle del Garigliano sottostante. La sua posizione collinare fece assurgere Castelforte a centro strategico durante le vicende belliche della seconda guerra mondiale. Il territorio si trovò al centro degli schieramenti che si fronteggiavano lungo la Linea Gustav. Gli abitanti furono costretti a subire vessazioni e ogni sorta di violenza e l'intero abitato fu ridotto a macerie a causa degli incessanti bombardamenti che si abbatterono per nove mesi. Del paese rimase in piedi solo l'antica torre medioevale, quasi a rappresentare la dignità di un popolo che seppe resistere alle atroci sofferenze della guerra. L'occupazione tedesca fu di inaudita ferocia. Molti castelfortesi morirono trucidati dai tedeschi e a causa dei cannoneggiamenti. Le documentazioni storiche hanno dimostrato che morirono 853 cittadini. Gli anziani hanno ancora vivi nella memoria gli stenti e i patimenti che furono costretti a sopportare. Il sacrificio della città è descritto nei crudi numeri e nelle tombe che ancora oggi sono custodite presso il cimitero cittadino.

l Comune di Castelforte è stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Civile per le sofferenze e le distruzioni patite durante il secondo conflitto mondiale. Con il decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 2002 fu conferita al Comune di Castelforte la Medaglia d'Oro con la seguente motivazione: “Centro strategicamente importante, situato sulla Linea Gustav, durante l'ultimo conflitto mondiale si trovò al centro degli opposti schieramenti, subendo ogni sorta di violenza dalle truppe tedesche e marocchine e un gran numero di bombardamenti da parte alleata, che provocarono numerosissime vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. La popolazione tutta, con fierissimo contegno, resistette alle più dure sofferenze, offrendo un ammirevole esempio di coraggio ed amor patrio. 1943/1944”.

Castelforte rappresentò un territorio nevralgico per lo sfondamento della Linea Gustav. Dalla fine di novembre 1943 al maggio 1944 il Corps Expeditionnaire Francaise fu trasferito da Cassino a Castelforte ed ebbe l'incarico di attaccare la Linea Gustav. Lo sfondamento si attuò in 36 ore e la breccia aperta davanti e ai lati di Castelforte fece arretrare le truppe tedesche e abbandonare il fronte che fino a quel momento avevano difeso estrenuamente. Castelforte, che negli anni della Seconda Guerra Mondiale includeva anche Santi Cosma e Damiano, fu interamente occupata dai tedeschi che si posizionarono oltre che nel centro storico anche nei vicini monti Ornito e Fuga. A pochi chilometri invece era schierato l'esercito degli Alleati.  Castelforte era così stritolata  in una morsa proprio perchè la sua posizione sulla valle dell'Ausente permetteva di dominare tutta la valle. Nei giorni in cui Minturno fu liberata invece Castelforte rimase saldamente in mano tedesca. Le truppe britanniche si spinsero oltre la sponda destra del fiume e aggirando l'abitato di Castelforte raggiunsero i monti Rotondo e Fuga. Poi dovettero fermare lo slancio per ricaricare l'artiglieria. I tedeschi reagirono con un'azione in contropiede. Uno dei punti salienti dello schieramento tedesco era stato organizzato nel nucleo abitato di Castelforte che era stato fortificato con cannoni, mortai e i campi erano disseminati di mine e reticolati. Inoltre le truppe coloniali, sotto il comando del generale Alphonse Juin, guidate da ufficiali e sottufficiali francesi, erano state trasferite dall'area di Cassino a quella del basso Garigliano. Alle ore 23 dell'11 maggio fu aperto il fuoco da Cassino al mare. Sul fronte Castelforte – Minturno le truppe francesi e quelle americane cominciarono a muovere verso le pendici delle colline. Il compito più arduo toccò alle truppe coloniali francesi che si trovarono di fronte aspre brulle ed elevate colline. Juin si attendeva che le sue truppe conquistassero monte Majo entro le prime cinque ore dell'attacco. Il Corps Expeditionnaire Francaise iniziò l'attacco mezz'ora prima che la luna sorgesse con una compagnia di fanti della 2^ divisione marocchina di montagna, muovendo dal punto di raccolta al monte Juga: erano le ore 23 dell'11 maggio e la artiglierie prepararono il cammino inondando di colpi i monti. Il 13 maggio fu una giornata decisiva per il settore affidato al Corpo di spedizione francese che in poco tempo riuscirono a conquistare i monti Cerasole e Garofano. Gli attacchi si erano susseguiti per tutta la notte e alle ore 10 del 13 maggio le truppe francesi operarono una profonda penetrazione superando la residua resistenza e anche il monte Feuci cadde nelle loro mani. Intanto l'abitato di Castelforte era stato preso di mira dagli uomini del 4° Tirailleurs tunisini e alcune unità francesi avevano raggiunto le case di periferia al tramonto. Il 13 maggio i tunisini ripresero ad avanzare faticosamente nel reticolato dell'abitato. Poi furono prese d'assalto le case del corso principale e alle 7 del 13 maggio tutta la strada era in mano francese. Al crepuscolo  la Linea Gustav praticamente non esisteva più.

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Allegati

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