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TURISMO

Informazioni culturali del territorio


 
TERRITORIO DEI MONTI AURUNCI
 
Categoria: Beni culturali immateriali » Ambienti naturalistici

Località interessate

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Campodimele, Santi Cosma e Damiano, Monte San Biagio, Minturno, Lenola, Itri, Gaeta, Formia, Fondi, Castelforte, Spigno Saturnia

La Flora degli Aurunci: Le Piante

Le piante sono una presenza continua lungo ogni sentiero dei Monti Aurunci, il territorio possiede diversi ambienti ognuno dei quali è rappresentato da una distinta vegetazione. Lungo i sentieri è possibile osservare le orchidee selvatiche ad esempio la Ophrys Lacaitae, pianta appartenente alla famiglia dell’Orchidaceae, diffusa in Sicilia e a Malta. Il suo nome è omaggio al botanico inglese, di origine italiana, Charles Carmichael Lacaita eletto nel 1885 al Parlamento britannico. Le orchidee crescono sui prati sassosi di Monte Sant’Angelo, Monte Ruazzo e Monte Altino.
La Ophrys promontorii è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Orchidaceae. I sepali sono verdi con sfumature rossastre e i petali più corti dei sepali sono più larghi, scuri dal verde al bruno-rossastro.
ll mirto è una pianta arbustiva della famiglia delle Mytricaea, tipica della macchia mediterranea, le sue  foglie opposte, persistenti, ovali-acute, coriacee, glabre e lucide, di colore verde scuro. I frutti sono bacche globoso-ovoidali di colore nero-azzurrastro, rosso-scuro o più raramente biancastre, con numerosi semi reniformi. Maturano da novembre a gennaio persistendo per un lungo periodo sulla pianta.
L' Erica multiflora  è una pianta appartenente alla famiglia delle Ericaceae, è un arbusto sempreverde, a fusto legnoso, molto ramificato e con foglie aghiformi, i fiori, roseo-violacei, lunghi fino a 7 mm, sono riuniti a formare fitte infiorescenze all'apice degli steli.
La Ginestra è una pianta spontanea diffusa su tutto il territorio italiano un po’ ovunque e coltivata anche nei giardini e in vaso, è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle leguminose e i fiori riuniti in racemi ascellari sono di colore giallo carico, la sua fioritura è tra maggio e agosto.
La stramma è una specie mediterranea, originaria delle montagne dell'Atlante algerino. Ancora oggi dalle nostre parti, le sue foglie, lunghe e tenaci, si tagliano ogni terzo anno per fare lavori d' intreccio e cordami. Costituisce anche ottima materia prima per la carta. A Ventosa, un paesino che si trova presso Santi Cosma e Damiano, dove la gente del posto ha saputo trasformare quest'artigianato in un'attrattiva turistica producendo manufatti quali borse, borsette, cappelli, sombreri ed addirittura ricavando dalle scope delle bambole apotropaiche.
Il Lentisco è un arbusto sempreverde della famiglia delle Anacardiaceae, la pianta ha un portamento cespuglioso, raramente arboreo. L'intera pianta emana un forte odore resinoso. La corteccia è grigio cinerina, il legno di colore rosa, le foglie sono alterne.
La fillirea sono tipici componenti della macchia mediterranea, è una pianta legnosa, le foglie sono semplici, opposte, sempreverdi, i fiori  sono dioici , piccoli, bianchi, e comprende arbusti e piccoli alberi sempreverdi della famiglia delle Oleacee.
Secondo i Greci, gli dei crearono quest'albero da una ninfa di nome Filira: la sua bellezza era tale che Cronos, padre di Zeus, si innamorò di lei. Per sfuggire all'occhio di sua moglie, Cronos trasformo Filira e se stesso in una coppia di cavalli. Dal loro amore nacque il centauro Chirone, metà uomo e metà cavallo. Filira si spaventò talmente per l'aspetto mostruoso di suo figlio, che implorò gli dei di trasformarla in albero e le sue preghiere furono accolte.
L’Artemisia Arborescens  fa parte della famiglia delle Compositae, il suo periodo di fioritura è aprile, giugno, si trova in campi incolti, prati, bordi stradali, ha un arbusto con fusto eretto e ramoso grigio.
Lo spino cervino è una pianta che deriva dalla famiglia delle Rhamanacea e sembra abbia la derivazione del nome dal termine "cathartica", dal greco "katharein" che significa purificare, in riferimento alle proprietà purgative dei suoi frutti, è un piccolo albero. Le sue foglie sono opposte superiormente e di colore verde-scuro, mentre sono più chiare nella parte inferiore; i  fiori sono piccoli riuniti in cime a forma di ombrello e di colore giallo-verdastro. Il frutto è una drupa di colore nero raggiunta la maturità.
La rosa canina  è la specie di rosa spontanea più comune in Italia, molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi è un arbusto spinoso. I suoi fiori  rosati hanno grandi petali e sono poco profumati, fiorisce nei mesi di maggio e giugno e i suoi frutti sono carnosi e colorati e raggiungono la maturazione nel tardo autunno. Questa pianta deve il nome canina a Plinio il vecchio, che affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici.
L’acquiligia è un genere delle Ranunculaceae, il cui nome deriva dal latino aquilegium (recipiente per l'acqua), comprende circa 70 specie, originarie dalle zone alpine dell'Europa, solo alcune sono africane.
L’iris accoglie circa duecento specie di piante della famiglia delle Iridacee, il cui fiore è comunemente conosciuto anche con il nome di giaggiolo. Il nome del genere deriva dalla parola greca Iris che significa arcobaleno ed esistono molti tipi.
Il giglio. come l'iris, fa parte del genere Lilium ed è originario dell'Europa. I fiori sono spesso riuniti in numerose infiorescenze portate da lunghi steli, con forme e colori diversissimi, e spesso profumatissimi.

 

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