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TURISMO

Informazioni culturali del territorio


 
LA PACCHIANA MONTICELLANA
 
Categoria: Beni culturali immateriali » Storia e cultura del territorio comunale

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Monte San Biagio

5500.jpgIl modo di vestire della contadina o "pacchiana" di Monte San Biagio era differente da quello delle contadine dei paesi vicini. Nei giorni festivi essa usava indumenti pił buoni, nei giorni di lavoro invece indumenti pił modesti. Questi ultimi consistevano in una camicia grossolana su cui si sovrapponeva il busto, gonna molto ampia e ciocie calzate a piede nudo.
Nelle domeniche e nelle altre solennitą indossava gli abiti da festa. Sulla camicia metteva un corpetto dai colori smaglianti, e al di sopra un busto spesso di velluto nero. Il busto era reso rigido da stecche di canna. Nella parte posteriore era allacciato da una lunga stringa infilzata in due file di occhielli metallici. Era sul davanti abbottonato con due ciappe metalliche. Aveva due spalline che si riannodavano alla parte posteriore. Alle volte queste spalline non le aveva, e il busto lasciava libera la parte superiore del corpo.
L'abito da “Pacchiana” era considerato segno di eleganza e raffinatezza. La pacchiana era sempre adornata con oro e corallo, con scolli ricchi di ricami e merletti; i suoi capelli erano sempre ben acconciati con un particolare nastro colorato necessario per "intrecciare"i capelli, coperti poi da un fazzoletto denominato " r' tuort' ".
La gonna era molto ampia in basso, con un bordo colorato, e ristretta alla vita da fitte pieghette. Sulla gonna un vistoso zinale tessuto a strisce di vario colore, spesso tramezzate da galloncini dorati. Sulle spalle uno scialle, e d'inverno un fazzolettone. Sulla testa una pannella bianca sorretta da uno spillone infilzato sulle trecce annodate in alto, o appena sorretto sui capelli, quando le trecce erano aggruppate nella parte posteriore del capo. In inverno portavano sulla testa un fazzoletto colorato con frangia piegato a metą, i cui pizzi passavano sotto la gola.
Le ciocie della festa erano pił morbide di quelle del giorno di lavoro, e non erano calzate a piede nudo. Una striscia di panno bianco si aggirava intorno al polpaccio, stretta da cinghie di cuoio. Le pił benestanti qualche volta sfoggiavano stivaletti bassi e calze fatte con grosso cotone a strisce variamente colorate.
L'oro costituiva un elemento fondamentale del costume. Arricchivano il costume gli orecchini, lo spillone che serviva a fissare la tovaglia ed il 'maccaturo' alle trecce e da molteplici fila di collane d'oro. I monili erano la fede d'oro o di argento, un filo di coralli pił o meno grossi secondo le possibilitą della famiglia, e infine i campanacci, orecchini di forma speciale: un semicerchio d' oro vuoto con un' ampia ansa per agganciarlo ai fori dell' orecchio, e in basso una piastrina tonda con un foro in mezzo da cui prendeva un fusello di corallo o d' oro con una perla in fondo. Anche i campanacci erano pił o meno grandi, a seconda delle proprie possibilitą.