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TURISMO

Punti d'interesse presenti nel territorio


 
LA VIA APPIA
 
Categoria: Turismo Culturale » Antiche Vie

Località interessate

Provincia di Latina visualizza / nascondi tutte le località
Terracina, Minturno, Itri, Gaeta, Formia, Fondi, Cisterna di Latina

Percorrendo la Via Appia

La via Appia è il collegamento storico del territorio da ltri a Minturnae. L’odierna strada segue in vari tratti I’antico percorso romano. Provenendo da Fondi la via antica si stacca dall’attuale SS n. 7 (km 125,900), percorrendo il lato destro della Gola di S. Andrea. Dove le strade si ricongiungono si possono percorrere a piedi tratti ben conservati dell’antico basolato di eta medio-imperiale. Si raggiunge quindi il Fortino di S. Andrea, complesso di fortificazioni romane, medievali e moderne che chiudevano il passo verso il golfo. l ruderi romani in opus incertum (sec. ll a.C.), sono probabilmente connessi alle coeve mura di Formiae, qui sul conline del suo antico territorio. Entrando ad Itri si osserva un altro tratto dell’antica via. ll centro storico di Itri é dominato dal Castello che sovrasta il paese dalla collina di S.Angelo. Si accede al nucleo medioevale dalla via Appia nuova, per le gradinate antistanti la circolare fontana del Murat (1812), raggiungendo il borgo in cui si possono ammirare il campanile della collegiata di S. Maria Maggiore, distrutta nelI’ultimo conflitto, la chiesa di S. Angelo, il Castello.  Superato quest'ultimo a destra si curva sul Rio Torto, oltre il quale si scorgono Ie mura poligonali del Ponte di S. Gennaro, su cui passava Ia strada antica.  In vista del Golfo di Gaeta (km 139,200) si staglia un sepolcro turriforme di eta augustea che una remota tradizione definisce Tomba di Cicerone: circondato da ampio recinto in opus reticulatum, e composto da un basamento in blocchi di pietra racchiudente una cella circolare con pilastro, prolungati nella superiore torre cementizia. Di fronte, sulla vicina collina, si scorgono i ruderi di un altro sepolcro attribuito a sua Figlia Tullia. Si è giunti quindi a Formia, il cui abitato si sviluppa ai lati della via Appia, derivante dalla fusione di due parti in passato separate: il nucleo di Castellone esistente già in epoca romana e quello di Mola, meno antico e piu vicino alla costa.
II primo sorge sul posto delI’antica acropoli romana, continuando ad essere abitato anche tra il VI e il X sec. d.C.; deriva il nome (Castelnuovo e poi Castellone) da un castello erettovi alla fine del ‘300 da Onorato I Castani, conte di Fondi; il secondo fu detto Molo di Gaeta, per I mulini ivi collocati, dove gli Angioini eressero, verso Ia fine del XIII sec., una cortina merlata con il grosso torrione ancora visibile. I due borghi, che furono per secoli separati da giardini e agrumeti, divennero nel 1819 Comuni con la denominazione di Mola e Castellone. Dopo Ia costituzione del Regno d’ItaIia (1861) i due Comuni vennero unificati con I’attuaIe denominazione di Formia. Proseguendo sulla via Appia all’altezza del km 148,800 si svolta a destra per via Fosso deII'UIivo, in direzione del Porticciolo di Gianola e del Parco Regionale Riviera d’UIisse (area Gianola e Montedi Scauri). All'interno del parco c’é un'estesa area di interesse archeologico in cui sono visibili I resti dell'antIca villa romana di Mamurra (I sec. a.C.). Un interessante percorso, che consente di andare alla scoperta di alcuni tra gli ambienti più interessanti del parco, si snoda lungo il sentiero del Malopasso. Arrivati sulla strada del porticciolo Romano si svolta a sinistra e Iasciata I'auto si prosegue a piedi. Risalendo per poche decine di metri un Ieggerissimo pendio, si giunge al punto informazioni del /WF e all'adiacente area Pic-nic. L'itinerario che da parte alI’interno delI’area protetta, in andata e ritorno, copre una distanza di circa 7 Km, e si percorre agevolmente in 3-4 ore.Tornando sulI’Appla (km 150) si svolta a destra ·
per il borgo di Scauri, nominato dal IX secolo, con Torre dei Mulini quadrata (sec. XIII) costruita sulle mura poligonali in cui si riconosce l’insediamento di Pirae, inglobato in una villa romana che dal nome del luogo si attribuisce a M. Emilio Scauro, console nel 115 a.C.. A Scauri e legata la memoria dei martiri S. Albina, qui morta nell'anno 250 presso un tempio di Diana, e di S. Nicandro che si venera neIl’antica chiesa di Tremesuoli che si raggiunge dalla stazione ferroviaria di Scauri.
Ultima tappa del percorso e l’area archeologica di Minturnae (km 156,100): essa e cio che resta deII’antica citta degli Aurunci che fu alleata dei Sanniti contro Roma; sconfitta nel 314 a.C divenne colonia romana nel 296 a.C.. Nel VI secolo venne abbandonata per l’insicurezza e l’incuria delle opere di bonitica, e i pochi abitanti rimasti si trasferirono nel sito delI’attuale Mintumo. All’interno dell’area sono presenti un teatro di eta augustea, i resti del foro con i suoi templi di eta repubblicana ed imperiale e un complesso termale.