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TURISMO

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BORGO DI TREVI NEL LAZIO
 
Categoria: Beni culturali materiali » I Borghi

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Trevi nel Lazio

2013-05-18

La storia del borgo

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Grossi muraglioni e pesanti massi di dimensioni ciclopiche sono testimoni di un’antica acropoli esistente nella zona e fondata dagli equi o da precedenti abitatori della Valle dell’Aniene.

Nel V secolo il dilagare delle invasioni barbariche anche nella città di Roma costrinse le popolazioni a trovare rifugio e pace in luoghi nascosti e isolati. Da qui lo stanziamento nell’Alta Valle dell’Aniene e in Trevi che offriva garanzie di sicurezza.

La storia è stata avara nel lasciarci tracce valide almeno fino al XI secolo; tuttavia sembra che non siano mancate a Trevi visite di Longobardi e Saraceni.

Nel X secolo si cominciano ad avere tracce generiche di Domini (signori) e di Massari o Populari (contadini liberi), i quali insieme al vescovo-abate e ai chierici formano la Universitas de Trebis, cioè il popolo libero e legiferante; a capo delle Universitas c’è un Sindaco.

Nel XII secolo il volto politico di Trevi è quello di un libero comune, ove autorità civile e religiosa si orientano in un clima di collaborazione reciproca ,  appartiene ad un altro tempio(in pietra cardellina) dello stesso periodo che sorgeva in località Carraccio, il quale fu dedicato nella stipulazione degli Atti Pubblici.

Questo periodo di tranquillità e di collaborazione, durò fino a quando la terra di Trevi diventò completo dominio della famiglia Caietani. La Signoria dei Caietani segnò un momento di vero oscuratismo nella storia del popolo trebano, che si vide disfatti tutti i valorie le conquiste della libertà comunale.

Così nel 1471 dovettero fuggire da Trevi, cacciati a furore di popolo; il Papa Sisto IV nello stesso anno tolse agli stessi Caietani ogni potere su Trevi e unì quest’ultimo in Temporalibus a Subiaco.