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BORGO DI TREVI NEL LAZIO
 
Categoria: Beni culturali materiali » I Borghi

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Trevi nel Lazio

2013-05-18

Castello Caietani

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CASTELLO CAETANI

Il castello fu eretto a protezione e difesa delle famiglie feudatarie. Ha mura merlate e maschio con cornice guelfa. Esso si pone all’interno della struttura urbana di Trevi in posizione preminente.

Sull’origine del castello non esiste una documentazione storica che ne consenta una datazione precisa. Tuttavia alcune fonti ci informano che Trevi, capoluogo della Tribus Aniensis, istituita nel 299 a.c., fu devastata dai Saraceni nell’839 d.c.

Sulle rovine della città danneggiata fu realizzato, come caposaldo difensivo più efficace un mastio con funzione di torre difensiva e di avvistamento, con spazio recintato in pietra, che rese la città inattaccabile per molti secoli.

Sorse così il castello di Trevi, successivamente detto dei Caetani. Il castello si erge su roccia calcarea compatta e copre un’area di circa 800mq, di cui 480 adibiti ad abitazione e gli altri 320 ad uso militare. La pietra usata per la costruzione è quella calcarea e la cardellina.

Vi si accedeva attraverso due ingressi. Uno principale sul lato ovest, l’altro secondario sul lato nord. L’ingresso principale, posto al piano terra, era caratterizzato da un grande arco a sesto acuto alto circa 7 metri; l’altro di servizio, attraverso una rampa, fungeva da passaggio carrabile, e permetteva l’accesso al piano seminterrato e al cortile interno. Il castello, nel corso del tempo, ha subito diverse trasformazioni.

Una grande cisterna, ricavata interamente nella roccia e completamente intonacata, conferma il carattere di rocca militare del castello. Porta il nome della famiglia Caetani, che lo acquistò e lo ampliò alla fine del XIII secolo. Nel 1257 Alessandro IV, originario di Jenne, per ingrandire il feudo familiare, concesse il castello a suo nipote Rinaldo Rossi (De Rubeins). A questi poi gli venne tolto da Urbano IV. In seguito nel 1264, Clemente IV, restituì i beni a Rinaldo e il castello fu comperato dai Caetani, tramite il loro zio Papa Bonifacio VIII, il quale vi dimorò per molti giorni nel settembre del 1299, e vi ricevette ospiti illustri, tra cui l’Ambasciatore Edoardo I d’Inghilterra.

Dal castello scrisse varie lettere, bolle e atti, tra cui la soppressione della parrocchia dei SS. Cosma e Damiano, adiacente al castello efastidiosa x i suoi familiari.

Nel castello Miozia Caetani dettò il suo ultimo testamento al notaio Giacomo di Luca Conversi a favore dei figli Antonio, Cristoforo e Niccolò. Quest’ultimi a causa della loro arroganza e prepotenza, furono cacciati dai trebani nel 1471. Cacciati i Caetani, sotto Paolo II, il monastero sublacense si appropriò del castello, che però nel 1473, sotto Sisto IV, per volontà dei Borgia, tornò alla mensa della curia abbaziale. Da allora fu sede dei commendatari, dei vicari e degli officiali curiali.

Con la soppressione della commenda, stabilita nel 1753 da Benedetto XIV, il castello rimase nell’abbandono e in balia dei terremoti e dei fulmini, uno dei quali, ai primi del novecento, colpì l’angolo sud orientale della torre spezzandolo. Nel 1870 con l’unificazione del Regno d’Italia, il castello torna al demanio pubblico, in pratica alla comunità di Trevi. Oggi è stato restaurato e recuperato nelle sue linee essenziali.